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Vintage GP 03

Vintage Grand Prix – ep.3

Vintage GP 03: Terza puntata della rubrica di Grand Prix dove vi mostriamo alcune delle nostre auto d’epoca.

Porsche 911 S 2.2 Targa (1970)

Un nuovo concetto di auto OPEN AIR

Era il 1965 e durante l’IAA di Francoforte, Porsche presentò per la prima volta un concetto completamente nuovo di auto cabrio e coupé, il suo nome era Porsche 911 Targa.

La 911 targa non era una cabrio con tetto in tela né una classica coupé,  si trattava della prima ‘cabrio di sicurezza’ al mondo, dotata di fascia di protezione fissa, o roll bar e un tetto rimovibile.

Si poteva quindi viaggiare a tetto completamente scoperto, o si poteva rimuovere soltanto la parte centrale del tetto, mantenendo il lunotto posteriore.

A proposito di quest’ultimo, poteva essere sostituito da quello in vetro con sbrinamento, opzione che divenne di serie dopo poco e rimase una delle peculiarità delle Porsche 911 Targa prodotte fino al 1993.

La prima Porsche 911 Targa

IL NOME IN RICORDO DELLA TARGA FLORIO

Al momento di scegliere il nome della nuova auto, ci si concentrò sui circuiti automobilistici più vincenti per la casa di Stoccarda, e da qui si arrivò immediatamente alla Targa Florio.

Visti i grandi risultati ottenuti sin dalla metà degli anni Cinquanta da Porche sul circuito delle Madonie, inizialmente il primo nome sembrava essere “911 Florio”, finché Harald Wagner, responsabile delle vendite sul mercato nazionale, non accelerò la decisione ponendo una domanda: “Perché non la chiamiamo semplicemente Targa?”.

La 911 Targa della serie G

Successivamente, la variante Targa ha seguito tutta l’evoluzione della Porsche 911, a partire dal modello G del 1973 proposto anche con il rollbar di colore nero.

Nel 1988 debuttò il modello 964, con la variante Targa commercializzata prima nella versione Carrera 4 a trazione integrale e, l’anno seguente, anche nella declinazione Carrera 2 a trazione posteriore. 

Gli esemplari di Targa costruiti nell’ambito delle prime tre generazioni della 911 sono complessivamente 87.663.


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Vintage GP 02

Vintage Grand Prix – ep.2

Vintage GP 02: Seconda puntata della rubrica di Grand Prix dove vi mostriamo alcune delle nostre auto d’epoca.

Ferrari 612 Scaglietti

La Ferrari 612 Scaglietti è il risultato di un progetto d’avanguardia che prosegue la tradizione Ferrari nel settore delle 2+2.

Il modello, disegnato da Pininfarina, porta il nome di Sergio Scaglietti, carrozziere modenese che realizzò negli anni ’50 e ’60 alcune fra le più belle Ferrari.

DESIGN

La 612 Scaglietti pur essendo una vettura all’avanguardia, eredita dalle sue antenate uno stile raffinato e di classe e ha sviluppato un carattere sportivo ma che la rende adatta anche ai lunghi viaggi.

Equilibrio tra dinamicità e comfort è la Scaglietti, fuori una coupé, motore anteriore e trazione posteriore, dentro un abitacolo che offre ampio spazio per 4 persone.

Il telaio, la scocca e la carrozzeria sono in alluminio per garantire leggerezza. Alla perfezione della struttura esterna, si aggiunge un motore potente e dinamico: V12, 48 valvole, 540 CV a 7250 giri, velocità massima 320 km/h, accelerazione da 0 a 100 km/h in 4 sec.

Il design dell’abitacolo, ha reso possibile l’inserimento di quattro poltrone in un ambiente spazioso ed elegante. Entrare e uscire da una 612 Scaglietti è comodo per chiunque.

Una condizione che deriva dal particolare incernieramento delle porte, che si spostano all’esterno durante la rotazione e dal dispositivo a comando elettrico ‘easy entry-exit’.

Le linee ancora attuali rendono questo modello un ottimo compromesso tra sportività ed eleganza.

La quotazione è davvero invitante per questo V12 che nel tempo riuscirà a mantenere e ad aumentare il suo valore.

Il prezzo di vendita, partiva da oltre 272 000 euro e non era particolarmente accessibile, come del resto anche quello delle altre vetture del marchio.

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Vintage GP 01

Vintage Grand Prix – ep.1

Vintage GP 01: la nuova rubrica di Grand Prix dove vi mostriamo alcune delle nostre auto d’epoca.

𝐋𝐚𝐦𝐛𝐨𝐫𝐠𝐡𝐢𝐧𝐢 𝐔𝐫𝐫𝐚𝐜𝐨

Model📸: @giuliaa_cast

Erano i primi anni ’70 e la “casa del toro” decise di sviluppare un concetto nuovo di coupé sportiva, a 4 posti e con motore centrale.

La vettura fu presentata in anteprima al salone di Torino del 1970 ma i primi esemplari poterono essere consegnati solo un paio di anni dopo.

Inimitabile fuoriclasse del suo tempo, Lamborghini Urraco era talmente proiettata verso il futuro al punto da suscitare oggi lo stesso brivido adrenalinico di allora, quando uscì per la prima volta dalle linee di produzione.

Lamborghini Urraco: che tipo di auto era?

La Urraco era una veloce berlinetta, 2+2, motore V8 posteriore centrale da 2,5 litri e sospensioni indipendenti, con sistema McPherson sulle quattro ruote, una combinazione di soluzioni adottate per la prima volta in ambito automotive.

Il modello originale P250 regalava un’esperienza di guida indimenticabile con 220 CV, 7800 giri/min e una velocità massima di 245 km/h inoltre la Urraco si caratterizzava per spazi interni innovativi per la conformazione della plancia, la posizione degli strumenti e per il volante a calice.

La versione successiva P300 (2.996 cc per 265 CV) fu presentata nel 1974 e prodotta dal 1975 al 1979.

Dal concetto sperimentato e portato con successo sul mercato dall’Urraco, nascono i successivi modelli 8 cilindri ed i più recenti a 10 cilindri, come la Gallardo e l’attuale Huracán.

Lamborghini Urraco: Oggi

Per anni la Urraco è rimasta seppellita tra le sabbie del tempo, considerata solo un oggetto vecchio, raggiungendo quotazioni vergognosamente basse per una Lamborghini, ma oggi, tra aste e concorsi d’eleganza, si prende la sua rivincita.

Un esemplare, degli appena 791 costruiti, vale tra 68.000 e quasi 90.000 euro, a seconda del motore!

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